Il black out in Spagna del 28 aprile ha riportato il dibattito sulle fonti rinnovabili e sta dando ulteriore slancio alla transizione energetica.
In Svizzera, secondo il negozio online Digitec Galaxus, la grave interruzione di corrente ha avuto ripercussioni sulla volontà di avere indipendenza energetica da parte dei privati: sulla loro piattaforma online le vendite dei pannelli solari sono aumentate di cinque volte rispetto a un giorno medio di aprile 2025, così come quella dei generatori di elettricità.
Cosa è successo in Spagna
Il 16 aprile la Spagna aveva segnato un record: per la prima volta in assoluto la domanda di energia elettrica era stata coperta al 100 per 100 da rinnovabili in giorni feriali. Prima era accaduto durante i fine settimana o quando capitavano più giorni di vacanza consecutivi.
La Spagna è infatti molto attenta in questo senso: costituisce un’isola energetica, con un mix rinnovabile composto prevalentemente da eolico, seguito da solare fotovoltaico, idroelettrico, solare termico.
Il 28 aprile però, il cosiddetto “apagón”, come viene chiamato il blackout che ha colpito Spagna, Portogallo e sud della Francia, ha visto mettere sotto accusa anche quel fotovoltaico che nei giorni precedenti aveva contribuito a soddisfare fino al 100% della domanda elettrica. Il dito è stato puntato contro le fonti rinnovabili, che sarebbero state all’origine del problema per un eccesso di produzione e un’instabilità della rete.
A questa si è aggiunta l’accusa al governo spagnolo per la decisione di chiudere le centrali nucleari entro il 2030.
In realtà le cause del blackout di lunedì 28 aprile in Spagna e Portogallo sono state ben altre.
Le teorie più accreditate al momento suggeriscono un insieme di fattori legati alla debolezza strutturale della rete elettrica, che avrebbe provocato un fenomeno di isolamento e interruzione a catena.
Il fotovoltaico è una risorsa
ll primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, forte sostenitore delle energie pulite, ha ribadito che «la disconnessione delle fonti rinnovabili è avvenuta dopo l’inizio del collasso di sistema».
Greenpeace, insieme ad altre analisi autonome hanno dimostrato che le energie rinnovabili sono riuscite a ripristinare oltre il 90% della produzione elettrica in meno di 5 ore. Al contrario, le tanto decantate centrali nucleari hanno impiegato molte ore, se non più di un giorno, per tornare in funzione, ritardando così il recupero della rete.
Il vero tallone d’Achille nella fase attuale della transizione energetica in Spagna è rappresentato dalla scarsa resilienza dell’infrastruttura elettrica. La penisola iberica ha una capacità di interconnessione con il resto d’Europa pari solo a circa il 2%, restando così una rete semi-isolata in caso di problemi. Il progetto, più volte rimandato, del cavo sottomarino con la Francia attraverso il Golfo di Biscaglia, avrebbe aiutato.
Servono batterie, inverter e tecnologia
L’incidente spagnolo ha dimostrato quanto sia necessario rafforzare le reti di trasmissione, potenziando le interconnessioni internazionali e aumentando la capacità di accumulo.
Batterie, pompaggi idroelettrici e inverter avanzati, sono strumenti fondamentali capaci di gestire e distribuire meglio i carichi nei momenti critici.
In Spagna il blackout è stato generato da una rete non ancora all’altezza.
Germania, Sud Australia, Texas o California dimostrano come sia possibile combinare fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo per garantire una rete affidabile, flessibile, a basso impatto ambientale e con costi minori rispetto alle alternative fossili e nucleari.
Del resto già oggi le scelte della Spagna hanno evidenziato il grande risparmio economico sia per il privato in bolletta che per il paese.
Il vecchio sistema energetico, basato sulle fonti fossili, per importare gas e petrolio faceva spendere al paese una cifra pari al «doppio di quanto spendiamo per i sussidi di disoccupazione e otto volte di più per l’istruzione».
«Non ci discosteremo di un solo millimetro dalla road map energetica che abbiamo pianificato a partire dal 2018. – ha dichiarato il primo ministro spagnolo – Le rinnovabili non solo sono il futuro energetico del nostro Paese, ma sono la nostra unica e migliore opzione».
Cosa puoi fare nella tua azienda e casa con il fotovoltaico
Il caso spagnolo è una vicenda che ha coinvolto paesi, strutture e anche decine di privati che nelle loro aziende e case a caduta hanno subito i disagi del black out.
La lezione, come dice il primo ministro, è appunto che la strada è quella giusta, ma bisogna dotarsi di una rete capace di reggere in maniera efficace l’energia pulita.
Quindi, oltre ad un buon impianto fotovoltaico, parlando della propria azienda o casa, per abbassare i costi in bolletta, sono da verificare l’efficacia di sistemi di accumulo, gestione e distribuzione dell’energia.
Per chi desidera fare una valutazione, analizzando anche i propri consumi, i nostri esperti sono a disposizione per una consulenza.