Dal 26 settembre 2025 non sarà più possibile accedere allo Scambio sul Posto (SSP), un meccanismo che da circa 20 anni era a disposizione di tutti coloro che avevano un impianto fotovoltaico, secondo norme ben precise. L’ARERA, con deliberazione 78/2025/R/efr, infatti, ne ha disposto la chiusura, in attuazione di quanto previsto dall’art. 9, comma 2 del Decreto Legislativo 199/21.

Sarà ancora possibile accedere allo Scambio sul Posto solo se l’impianto fotovoltaico entrerà in esercizio entro il 29 maggio del 2025, mentre la domanda dovrà essere presentata al GSE entro il 26 settembre 2025. Le convenzioni non potranno più essere rinnovate dopo 15 anni dalla prima sottoscrizione, secondo quanto previsto dal Decreto Legge 181/23 e dalla Deliberazione ARERA 457/2024/R/efr.

Cos’è lo Scambio sul Posto

Lo Scambio sul Posto è un meccanismo che permette a chi ha installato un impianto fotovoltaico di immettere un eventuale eccesso di energia prodotta nella rete elettrica, per usufruirne quando ce n’è bisogno.

L’agevolazione concessa dallo Stato finora prevede che un impianto fotovoltaico con Scambio sul Posto possa avere energia a sufficienza anche nei periodi di minore produzione come durante le ore notturne o nelle giornate nuvolose. Di fatto con lo Scambio sul Posto la rete elettrica si comporta come una batteria virtuale.

Come funziona lo Scambio sul Posto

Grazie a questo meccanismo, il sistema elettrico diventa una sorta di “contenitore” per immagazzinare in modo virtuale l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico che non viene subito consumata. Non si tratta di un “magazzino” fisico dove viene conservata l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici domestici o aziendali, ma solo di uno scambio: il sistema elettrico, infatti, la sfrutta e poi la “scambia” successivamente tramite un sistema di compensazione.

In pratica, nei periodi in cui l’impianto non produce sufficiente energia elettrica, questa viene prelevata dalla rete pubblica, dove, precedentemente, lo stesso impianto aveva immesso la produzione in eccesso, che non era servita per il fabbisogno energetico della casa o dell’impresa. Il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) tramite le letture automatiche del contatore fa un veloce calcolo, per capire quanta energia è stata immessa e quanta prelevata, per compensarla in modo equo riconoscendo un contributo economico che possa coprire in parte i costi sostenuti in bolletta.

Chi può richiedere lo Scambio sul Posto

Secondo il decreto dlgs 199/2021, allo Scambio sul Posto possono accedere due tipologie di clienti:

  1. Il cliente finale che fa parte di un Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo (ASSPC) e che è produttore di energia elettrica, nell’ambito degli impianti di produzione che fanno parte dell’ASSPC stesso (Scambio sul Posto per ASSPC)
  2. Il cliente finale titolare di un insieme di punti di prelievo e di immissione, che è anche produttore di energia elettrica in relazione agli impianti di produzione connessi per il tramite di questi punti (Scambio sul Posto altrove)

In caso di accesso allo Scambio sul Posto per ASSPC, ci sono delle condizioni da rispettare:

  • l’utente dello scambio deve essere controparte del contratto di acquisto riferito all’energia elettrica prelevata sul punto di scambio
  • la potenza complessivamente installata nell’ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31/12/2007 non è superiore a 20 kW
  • la potenza complessivamente installata nell’ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31/12/2014 non è superiore a 200 kW
  • la potenza complessivamente installata nell’ASSPC da impianti di cogenerazione ad alto rendimento non è superiore a 200 kW
  • la potenza degli impianti di produzione complessivamente installata nell’ASSPC non è superiore a 500 kW

Cosa cambia con le ultime novità

Come abbiamo accennato in precedenza, il Governo ha deciso di porre fine al meccanismo di Scambio sul Posto per i nuovi impianti fotovoltaici, come anticipato l’anno scorso. Dopo il 29 maggio 2025 gli impianti che entreranno in esercizio non potranno più richiedere questa possibilità. L’energia in più prodotta, però, potrà sempre essere conservata in batterie di accumulo che si possono installare anche in un secondo momento, scelta solitamente consigliata dagli installatori, perché permette di raggiungere l’autonomia energetica. Altrimenti si potrà anche pensare di aderire alle Comunità Energetiche Rinnovabili, per condividere tra utenti l’energia prodotta e usufruire delle tariffe incentivanti previste oppure si potrà richiedere un contratto di Ritiro Dedicato (il GSE corrisponde al produttore uno specifico per ogni kWh immesso in rete).

Gli impianti attivati entro il 29 maggio 2025 potranno ancora accedere allo Scambio sul Posto, se l’istanza verrà presentata entro il 26 settembre 2025. Chi già ha attivo questo regime, non avrà grossi cambiamenti nel breve termine: il contratto si rinnoverà automaticamente per 15 anni dalla prima sottoscrizione, mentre quelli più vecchi di 15 anni al 31 dicembre 2024 non hanno potuto contare sul rinnovo.

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