Dal 2025 sono previsti aumenti per quello che riguarda le spese per luce e gas. Purtroppo le bollette a partire dal prossimo anno saranno più care rispetto al passato: già nel 2024 i rincari hanno pesato tantissimo sul bilancio delle famiglie e dell’aziende. Per il nuovo anno sono attesi prezzi ancora più alti. Gli aumenti del prezzo del gas inevitabilmente incidono sulla bolletta dell’energia elettrica: e lo fanno in modo negativo.

Si tratta di un tema di stretta attualità, che riguarda da vicino molte famiglie e molte aziende che devono fare i conti con voci di spesa sempre più pesanti sul bilancio mensile. L’inverno che sta per arrivare potrebbe essere il più caro di sempre e i motivi sono diversi.

Spese per luce e gas: rincari da gennaio 2025

Le stime parlano chiaro: a partire dal mese di gennaio 2025 sono previsti dei rincari per le spese di luce e gas, sia per i clienti che sono in regime di maggior tutela sia chi ha scelto di rimanere nel mercato libero e optare per una tariffa variabile. Chi ha scelto, invece, di avere una tariffa fissa non avrà sorprese, almeno per il momento.

Tutta colpa dell’attuale prezzo del gas in Europa: è arrivato a 50 euro per megawattora ad Amsterdam, per poi scendere a 45, ma restando comunque a un livello del 30-40% superiore rispetto a al prezzo registrato in primavera. Le cause sono da andare a cercare nella situazione geopolitica internazionale (non solo la guerra tra Russia e Ucraina, ma anche la situazione instabile in tutto il Medioriente), nella poca trasparenza e chiarezza sul 2025 in merito al contratto di transito del gas russo attraverso l’Ucraina che dovrebbe essere in scadenza, di un clima che è molto più rigido e freddo rispetto al passato nel vecchio continente. L’aumento della domanda potrebbe innescare un incremento notevole dei prezzi.

Proprio il meteo ha contribuito molto a causare in larga parte tali rincari: ha, infatti, abbassato la produzione di energia da fonti rinnovabili, facendola scendere sotto la media prevista. Così si è consumato più gas che in larga parte arriva via mare dagli USA. Questo perché le riserve di gas nel vecchio continente si stanno riducendo in modo significativo e preoccupante: le scorte sono scese all’83,61% ed entro maggio del 2025 le stime sostengono che saranno piene solo al 39%. Un calo causato dalla dipendenza dai mercati globali del gas naturale liquefatto (GNL), più volatili rispetto ai fornitori russe. Avendo risorse limitate, potremmo dover affrontare un inverno con forti problematiche. 

Dover importare il gas naturale liquefatto incide anche sulla spesa, per i rischi logistici e i costi: il trasporto avviene via mare ed è condizionato non solo dai prezzi del carburante, ma anche da eventi climatici e geopolitici.

La produzione di energia elettrica in Italia

Purtroppo nel nostro Paese la produzione di elettricità dipende in larga misura proprio dal gas. Il Pun, il Prezzo Unico Nazionale, che da gennaio dovrebbe diventare zonale-regionale, è salito tantissimo, a 170-180 euro per megawattora, a causa del prezzo del metano che è andato sui 50 euro a megawattora. Ad agosto del 2022 si erano raggiunti picchi di 700 euro, quindi la situazione è ancora contenuta, ma l’aumento degli ultimi giorni preoccupa per i prezzi ai massimi da più di 20 mesi: il prezzo odierno è più alto del 50% rispetto a quello dello stesso giorno di un anno fa.

Per il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, “per il gas naturale è importante tenere sotto controllo il sistema degli stoccaggi. Il freddo di queste settimane sta riducendo le scorte con un ritmo che non si vedeva da anni. Siamo tranquilli perché abbiamo accantonate scorte vicine al 90%”.

Quali saranno i rincari delle bollette nel 2025

Secondo le ultime stime, se l’inverno sarà particolarmente rigido in un condominio medio il prezzo del gas potrebbe aumentare fino al 27%, mentre il Pun continuerà a salire fino al 2030, proprio a causa dei continui rincari del gas e dei maggiori costi di produzione. Per la bolletta della luce sono previsti aumenti sia per i costi dell’energia sia per quelli di rete, per i lavori necessari per potenziarne trasmissione e distribuzione. Potrebbero però diminuire gli oneri di sistema: nel 2030 saranno esauriti gli incentivi in vigore per gli impianti rinnovabili.

Come affrontare i rincari

La situazione è molto delicata e le previsioni non promettono un 2025 roseo dal punto di vista della spesa per l’elettricità. Per poter ovviare al problema, le aziende potrebbero decidere di dotarsi di un impianto fotovoltaico, non solo per avere un approccio più green, ma anche per essere autonomi e indipendenti e non dover subire i rincari provocati dalle cause prima descritte. In questo modo, si può provvedere a produrre l’energia necessaria per il fabbisogno aziendale in modo autonomo, senza più dover dipendere dalla rete elettrica e con una fonte rinnovabile, sicura e pulita, che garantisca un investimento che nel breve termine viene ripagato da un abbattimento dei costi dei consumi di elettricità. 

Un investimento sicuramente lungimirante, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, con una situazione geopolitica che non accenna a migliorare e con i cambiamenti climatici che provocheranno inverni sempre più rigidi.

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