La volontà è ferrea e nel futuro, per lo meno si spera, ci sarà una data da ricordare per il fotovoltaico: 14 gennaio 2020.
In questo giorno il Parlamento UE ha approvato un piano di investimenti veramente importante con un obiettivo storico: l’Europa deve abbandonare una logica vecchia e dannosa per tutto il continente che vede il consumo di risorse energetiche non più sostenibile a favore invece di fonti energetiche rinnovabili e con un impatto ambientale estremamente ridotto.
Il Green New Deal, letteralmente il Nuovo Patto Verde, per l’Europa mira a “decarbonizzare” diversi settori come trasporti, energia, edilizia. E il termine “decarbonizzare” non è scelto a caso: gas serra, l’innalzamento delle temperature globale, anidride carbonica hanno una stretta correlazione. Sono stati inoltre eseguiti diversi studi: il settore dei trasporti pare sia il responsabile di un quarto dell’inquinamento mondiale.
La Commissione UE, presieduta da Ursula von der Leyen, crede in un’economia diversa: un’economia verde che ha a cuore la salute del pianeta, quindi la nostra, ma allo stesso tempo non rinuncia a vederla come motore di sviluppo della società.
I sentimenti alla base del Green New Deal sono genuini, ma la Commissione Europera e i vari Paesi aderenti hanno ben presente che senza investimenti e incentivi sarà più difficile raggiungere gli obiettivi preposti.
E infatti ogni Stato ha varato un piano di investimenti, legato appunto al Green New Deal, che ha proprio l’obiettivo di raggiungere gli scopri di questo “patto” europeo.
E se da una parte ci sono interventi statali, dall’altra ci sono gli investimenti di privati.
Proprio su questo punto Confindustria Energia ha effettuato uno studio chiamato “Infrastrutture energetiche per l’Italia e per il Mediterraneo” che cerca di analizzare:
- L’ammontare complessivo degli investimenti nel settore energia
- Il valore che questi investimenti porteranno in termini di riduzione di gas inquinanti;
- L’impatto positivo che questi investimenti avranno sul mercato del lavoro;
- Il rapporto prolifico di cooperazione che può generarsi a livello di “comunità mediterranea”.
Senza scendere eccessivamente nel dettaglio questo studio ci fa capire come il fotovoltaico avrà un ruolo dominante nel processo che porterà l’Europa a diventare un “continente a emissioni zero”.
Nel futuro vedremo sicuramente tutta una serie di investimenti e di operazioni che trasformeranno radicalmente il sistema energetico italiano ed europeo. Dallo studio di articoli e riviste di settore ecco quali saranno i cambiamenti fondamentali:
- Efficientamento degli impianti industriali esistenti per la produzione di energia;
- Ricorso sempre meno frequente a energia ricavata da fonti non rinnovabili;
- Presenza costante di incentivi statali per l’installazione/efficientamento di impianti fotovoltaici presso privati e aziende;
- Un ruolo sempre più importante del Gestore dei Servizi Energetici (GSE);
- Crescita costante di aziende e personale specializzato nella progettazione e costruzione di impianti fotovoltaici con benefici diretti sul PIL italiano;
- Investimenti in Ricerca e Sviluppo di tutti i componenti che formano un impianto fotovoltaico.
Insomma, ancora una volta il nostro settore sta vivendo una trasformazione in positivo e siamo sicuri che aiuterà l’Europa nel raggiungimento dei propri obiettivi di “emissioni zero”.