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parcheggi fotovoltaici

Rivoluzione green e automotive. Due concetti che possono (e devono) andare a braccetto, insieme ai progressi dell’architettura e delle infrastrutture. Perfetta sintesi di tutti questi fattori sono ad esempio i parcheggi fotovoltaici, ovvero quelle aree dove è installata almeno una tettoia per la protezione dei parcheggi ma pensata per accogliere un impianto a pannelli solari.

Una soluzione perfetta per molteplici utilizzi e conseguenti vantaggi: primo tra tutti, l’utilizzo di una fonte rinnovabile come quella solare per produrre energia pulita mentre proteggiamo le vetture proprio dal Sole e altri agenti atmosferici.

Come sono fatti i parcheggi fotovoltaici?

Le tettoie fotovoltaiche vengono realizzate perlopiù in acciaio zincato, un materiale altamente resistente e in grado di sostenere l’impianto a pannelli solari. 

Sul tetto inclinato viene posizionato il sistema fotovoltaico per la produzione di corrente pulita, che viene collegato all’impianto principale o a una colonnina per la ricarica delle vetture elettriche posteggiate.

Quali sono i suoi vantaggi? In grandi spazi aperti come i parcheggi di centri commerciali, piazzole di sosta, concessionari o aree aziendali avere una superficie al coperto dove lasciare in sosta la propria auto è un plus sia per il cliente che per il buono stato del veicolo.

Le strutture possono avere anche una composizione modulare, il che permette di realizzare vari modelli uno accanto all’altro scegliendo a piacere le dimensioni del progetto. Il parcheggio fotovoltaico dovrebbe quindi essere un vantaggioso investimento da promuovere e incentivare, soprattutto a livello governativo. E in effetti esiste uno Stato che si è portato già avanti.

Le leggi statali per incentivare i parcheggi fotovoltaici

Succede in Francia, dove recentemente il Senato ha approvato un disegno di legge che prevede che i parcheggi all’aperto con più di 80 posti auto dovranno obbligatoriamente essere ricoperti di pannelli solari su almeno la metà della loro superficie. Secondo le stime del governo, questa misura potrebbe arrivare a installare fino a 11 Gigawatt totali di potenza sul territorio nazionale.

A partire dal 1 luglio 2023 quelli con più di 400 posti auto dovranno essere messi a norma entro tre anni, mentre quelli con un numero di posti compreso tra gli 80 e 400 avranno a disposizione 5 anni.

La misura fa parte di un più ampio programma di investimenti promosso dal governo francese per recuperare il ritardo del Paese in termini di produzione di energia green. A inizio anno il governo aveva fissato l’obiettivo di decuplicare entro il 2050 la potenza fotovoltaica installata e di aumentare significativamente la quantità di energia prodotta dai parchi eolici terrestri e offshore.

La situazione italiana in materia di tettoie solari

In Italia invece la Legge per l’installazione di un impianto fotovoltaico è ferma al DM 02/03/2018 sull’edilizia libera: ad esempio chi vuole realizzare un sistema di pannelli solari sul terrazzo non incontra alcun problema burocratico. Cosa avviene per i parcheggi fotovoltaici?

Anche su una copertura per parcheggi il ragionamento è lo stesso, purché il fotovoltaico sia installato a posteriori, non insieme alla tettoia. In caso contrario serviranno i permessi edilizi tradizionali richiesti per realizzare una copertura esterna fissa, durevole e in grado di modificare l’assetto paesaggistico.

Al momento quindi, la transizione è affidata solo ad iniziative private o commerciali, e da alcuni anni vediamo muoversi qualcosa specialmente nel settore della Grande Distribuzione Organizzata.

Nell’ottica di cambiare il passo nella transizione al fotovoltaico, ad esempio, Federdistribuzione, Italia Solare e Legambiente hanno di recente deciso di siglare un accordo che prevede diverse azioni per raggiungere gli obiettivi di sviluppo della produzione elettrica da fonti di energia rinnovabile.

Tra i diversi step da percorrere per favorire questo passaggio c’è quello di prevedere una garanzia statale a copertura del finanziamento attivato per la realizzazione di impianti fotovoltaici per autoconsumo o autoconsumo collettivo nel caso di comunità energetiche, e una riforma sostanziale dell’orientamento fiscale che non preveda l’obbligo di versamento delle accise per l’energia autoconsumata da parte delle imprese responsabili dell’impianto fotovoltaico. 

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