Incentivi Fotovoltaico 2019: tutte le novità

incentivi fotovoltaico 2019

La Bozza del Decreto FER che prevede nuovi incentivi anche al fotovoltaico è stata inviata a Bruxelles.  Rispetto a quanto abbiamo anticipato nel nostro precedente articolo “Scopri i nuovi incentivi al fotovoltaico annunciati dal Governo.”, la nuova Bozza del Decreto vede alcune importanti novità: incentivi su tutta l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici che verranno installati su coperture da cui verrà rimosso l’amianto e, per impianti fino a 100 kWp, 1 centesimo di premio per l’energia prodotta ed autoconsumata, oltre all’incentivo sull’energia prodotta non autoconsumata e, quindi, immessa in rete.

Come riportato nel testo inviato alla Commissione Europea, gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica immessa in rete, ad un premio aggiuntivo pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta (quindi, sia su quella autoconsumata sia su quella immessa in rete).

Questo permetterà di coprire i costi necessari alla sostituzione delle coperture in amianto che , in determinate condizioni ambientali, costituiscono un’oggettiva fonte di rischio per la salute e per l’ambiente.

Inoltre per gli impianti di potenza fino a 100 kW installati sugli edifici verrà attribuito un premio pari a 10 €/Mwh, cumulabile con quello riconosciuto all’energia  prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione delle coperture in amianto e con la tariffa incentivante calcolata sull’energia immessa in rete.

fino a 100 kW

oltre100 kWp

Tariffa Incentivante su energia immessa in rete

SI

SI

Premio aggiuntivo su energia autoconsumata

SI

NO

Premio aggiuntivo su intera energia prodotta da impianti installati su coperture in caso di rimozione amianto

SI

SI

Incentivi Fotovoltaico 2019: come funzioneranno

In base a quanto previsto nella Bozza di Decreto, l’accesso agli incentivi sarà regolato da due meccanismi, a seconda della potenza d’impianto.

Dovranno partecipare a procedure pubbliche per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri:

a) impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;

b) impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia uguale o inferiore a 1 MW

c) impianti oggetto di rifacimento di potenza uguale o inferiore a 1 MW

Gli impianti di potenza superiore a quelli indicati, accedono ai meccanismi di incentivazione a seguito di partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso, nei limiti di contingenti di potenza.

Saranno esclusi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal D.M. 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei ma inseriti in posizione non utile nei registri.

Sia gli impianti fotovoltaici sia i loro componenti, dovranno essere di nuova costruzione/produzione.

Detti impianti, inoltre, dovranno inoltre rispettare le disposizioni dell’articolo 65 della Legge 27/2012 sul divieto di accesso agli incentivi per gli impianti situati in zona agricola.

Incentivi Fotovoltaico 2019: tempi di attuazione

I tempi di attuazione degli incentivi saranno fortemente condizionati dai tempi di approvazione e pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Sia per i registri, sia per le aste, il GSE pubblicherà otto bandi.

Gli interessati avranno 30 giorni di tempo per la presentazione delle domande, dopodiché il GSE formerà la graduatoria; tale graduatoria non sarà soggetta a scorrimento in caso di rinuncia o revoca.

Criteri per avere diritto agli incentivi fotovoltaico 2019

Mentre per gli impianti sopra il MW i criteri si baseranno sul valore del ribasso offerto, per gli impianti con potenza inferiore ad 1 MW i criteri saranno sostanzialmente 3:

  1. impianti realizzati su tetti in eternit: avranno la priorità quelli su edifici pubblici, scuole, ospedali ed edifici aperti al pubblico. Questi impianti hanno 100 MW riservati alla prima asta;
  2. impianti su cave dismesse, siti contaminati, ecc.: questi impianti avranno 45 MW riservati alla prima asta;
  3. in entrambi i casi vi è la possibilità di un ulteriore criterio di valutazione, qualora il primo criterio non sia stato dichiarato sufficiente: la presenza di stazioni/colonnine di ricarica per auto elettriche, a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW.

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